DINASTIA DEGLI HOHENSTAUFEN
RAMO BARBACCIA

   

Intrighi di Corte, guidate dal Papa Innoccenzo IV e altri Papi.

Obiettivo -distruzione della Dinastia Hohenstaufen, quella di Federico II di Svevia

 
 
     
a terza scomunica dell’Imperatore Federico II dal Papa Innocenzo IV fu pronunciata al Concilio di Lione il 17 luglio 1245: ”Noi, Innocenzo IV, servo di Dio, preposto a custodire la fede e l’unità del popolo cristiano, alla protezione dei buoni, alla punizione dei malvagi, ritenuto che Federico, scomunicato come colpevole di ripetuto spergiuro, di sacrilegio e d’eresia nulla ha fatto per scolparsi, in virtù dei nostri poteri di legare e di sciogliere,liberiamo i suoi sudditi dai giuramenti di fedeltà a lui prestati, e proibiamo a tutti di riconoscerlo come imperatore e re sotto pena di scomunica…Occorre distruggere sino agli ultimi discendenti questa razza di vipere che mai più cingeranno corone imperiali e reali”. Diciotto mesi prima di morire Federico II si era ancora vantato che il “grembo di Nostra Altezza” contenesse “gran dovizia di eredi”, la qual cosa, considerata la sua vasta discendenza legittima e illegittima non era certo esagerata.
 
       
apa Innocenzo IV ha avvicinato Enrico Carlotto, figlio di Federico II ed Isabella d’Inghilterra, promettendogli il trono del Regno di Sicilia e quell’Imperiale purché Carlotto uccidesse suo padre, l’Imperatore Federico II. Tale congiura fu scoperta da Corrado, figlio di Iolanda di Brienne, fratellastro di Carlotto. Lo uccise a solo quindici anni (ramo esiste in linea femminile nei Duchi d’Atene). Dopo la morte di Carlotto, Papa Innocenzo IV mise le sue forze verso un altro figlio di Federico II, Manfredi, chi presumibilmente divenne l’autore dell’omicidio del proprio padre. Il trono del Regno di Sicilia spettava di diritto a Corrado, figlio di Iolanda di Brienne. Quando Corrado venne a sapere della morte del padre per mano di Manfredi, gli levò tutti i titoli che Federico II aveva dato a figlio Manfredi, dando i titoli al fratellastro Federico d’Antiochia, già Re di Toscana. Manfredi si vendicò con fratello Corrado e lo fece avvelenare con una mistura di polvere di diamante diluita in una soluzione medicamentosa nel 1254. Dopo toccò Federico d’Antiochia, che morì in un’imboscata nei pressi di Foggia nel 1256. Mentre Federico d’Antiochia andava incontro a Manfredi, con cui insieme doveva far valere i diritti del loro Regno, al posto di Manfredi trovò i soldati del Papa. Per volere di Corrado IV però i reggenti del Regno di Sicilia erano già i principi d’Antiochia. Corradino di Svevia, figlio di Corrado IV, morì nel 1268. Re Enzo di Sardegna (figlio di Federico II e di Adelaide di Urslingen) nel suo testamento, prima della sua morte nel 1272 a Bologna, nominò gli Antiochia i suoi successori dell’antico Regno del padre , l’Imperatore Federico II (il testamento, rogato a Bologna il 6 marzo 1272 dal notaio Tommasino Armanini, era conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna, ma risulta scomparso dalla metà dello XIX secolo). Per qualcuno tale testamento era scomodo, ma nell’Archivio di Stato sono rimasti delle serie dei Memoriali del Comune, la registrazione, contenente gli elementi essenziali dell’Atto ed il suo regesto.
 
       
osì la Dinastia degli Hohenstaufen continuò la sua esistenza nel Casato di Federico d’Antiochia, figlio di Federico II, e di Maria Matilde del Casato dei principi d’Antiochia Boemondo d’Altavilla e Costanza, figlia di Filippo I, Re di Francia. Il Casato d’Antiochia ha origine italo-tedesco-francese. Il loro stemma: arma di rosso gigliato d’oro (vedi l’arma del Comune di Prato). Seconda arma del Sacro Romano Impero Germanico: arma d’argento all’aquila con le ali spiegate di nero, coronata dello stesso. Corrado d’Antiochia, figlio di Federico d’Antiochia, divise la solita sorte di Corradino di Svevia ( per volere del Papa Clemente IV Corrado prima fu accecato, dopo impiccato), perciò il ramo passò all’altro fratello Federico IV d’Antiochia che sposò la contessa Margherita d’Escolo della Casa d’Aquino.
 
 
   
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